domenica 20 luglio 2014

CATERINA ERRICHIELLO

Un anno di rodaggio in B/1 e poi la voglia di rimettersi in gioco. Anche scendendo di un gradino. Caterina Errichiello ha scelto ancora la Pavidea Steeltrade. Dopo l'esame di maturità e con gli studi universitari all'orizzonte, l'opposto di Parma riparte da dove era arrivata. Da Fiorenzuola. Con la consapevolezza di avere ancora molto da dare.
"Alla fine-spiega Caterina-restare qua a Fiorenzuola mi è sembrata la scelta migliore. Ho finito gli studi superiori, abito a Parma e mi iscriverò alla Università. Perché cambiare squadra? Non avrebbe avuto senso. Sarebbero arrivati soltanto problemi logistici. E poi in questa società ci sto benissimo".
-Papà Giovanni direttore sportivo, la figlia Caterina giocatrice. E' uno stimolante incontro ravvicinato-.
"Ah, a queste cose ormai ci sono abituata. Non credo resterò condizionata dalla sua presenza. I ruoli e le mansioni sono diverse e interferenze non ce ne saranno. Il mio punto di riferimento sarà l'allenatore e con Davide Zanichelli sono sicura si potrà lavorare bene".
-Tra un mese si riparte con gli allenamenti. Poi arriveranno le prime amichevoli, i tornei precampionato. Ti senti già pronta psicologicamente e fisicamente per affrontare la nuova stagione?-
"Macchè! Io mi sento ancora in vacanza. La maturità mi ha portato via energie e adesso devo recuperare. Ben vengano le vacanze. Devo staccare la spina. La palestra può attendere".
-Domanda d'obbligo: che Caterina vedremo?-
"Questo sinceramente non lo so. Sicuramente sarò più matura. In tutti i sensi. La B/1 mi ha fatto capire molte cose e quest'anno voglio prendermi la rivincita. Sarà una sfida importante: ci confronteremo con altre realtà molto differenti. Sarà una bella avventura".
-L'estate cosa ti porterà?-
"La Grande Mela: andrò a New York. Una città che mi ha sempre affascinato".
-Niente beach volley?-
"No. Non ho partecipato nemmeno a nessun tipo di torneo. Ho tenuto il tono muscolare giocando a pallavolo con i miei amici. Senza clima agonistico. Per adesso credo possa bastare".
FRANCO BONATTI