venerdì 13 febbraio 2015

DEBORA ALLEGRETTI - prossima alla Laurea

Si dice che ci sia sempre una prima volta. E per lei la prima volta era più di una scommessa. Il primo anno al di là degli Appennini di Debora Allegretti portava con sé diverse incognite ed anche un alone di mistero. Quattro stagioni con la maglia dell'Alfieri Cagliari e due campionati nella capitale, erano tappe difficili da dimenticare. Per scenari ed ambienti. Ma la ventiquattrenne "centrale" laziale, la scommessa l'ha voluta vincere. Arrivata a settembre a Fiorenzuola, si è messa subito ad imparare il Nord, a fare l'abitudine a nebbia, agli inverni da brividi, a sostituire spiagge e mare con campagne e pianure. Le è bastato poco. Un carattere aperto, un sorriso, simpatia da vendere. La ricetta che non tradisce mai. La maglia della Pavidea Steeltrade l'ha subito presa come un nuovo, entusiasmante punto di partenza e le compagne di squadra sono diventate le sue migliori amiche. Debora, insomma, si è sentita a casa. In una grande famiglia. 
"Sì-conferma la pallavolista biancoblu-l'impatto con la nuova realtà l'ho superato bene. Sono contenta della scelta che ho fatto. Mi trovo inserita in un gruppo bellissimo, le mie compagne di squadra mi hanno accolto con il sorriso e sono anche ottime giocatrici. Credo che questa squadra possa arrivare lontano".
-Se non avessi giocato a pallavolo, che sport ti sarebbe piaciuto praticare?-
"Oddio, domanda difficile. Credo avrei scelto il beach volley. Scherzi a parte, non so dare una risposta. La pallavolo mi è piaciuta subito e ho cominciato a viverla. Sinceramente non ho valutato le alternative".
-Quale è stato l'anno più difficile?-
"Indubbiamente quando mi hanno operato ad un tendine della spalla. Avevo 17 anni e giocavo a Roma. Un intervento riuscito perfettamente che mi ha dato la possibilità di continuare a giocare. Però è stato un periodo molto duro da affrontare e superare".
-Hai già avuto modo di assaggiare la B/2 quando vestivi la casacca del Volley Nova Roma. Era la stagione 2008-2009. Che differenze trovi da allora in questa categoria?-
"Mah. Avevo diciotto anni ed era la mia prima esperienza in una categoria nazionale. Alla fine siamo retrocesse, ma è stata una stagione che mi ha insegnato molto. Adesso, a distanza di sei anni, penso di avere più dimestichezza e mi sento più adatta a giocare in questo campionato".
-Amore, denaro, famiglia, salute, sport. Mettili in ordine di importanza.-
"Al primo posto metto certamente la famiglia comprendendo anche il mio fidanzato. Poi do molta importanza all'amore ed alla salute. Quarto posto per lo sport e all'ultimo metto il denaro".
-Abiti a Fiorenzuola. Cosa ti piace di questa città di provincia?-
"Ah. E' tranquilla. Esco di casa a piedi per andare a prendere la automobile e ne scopro un po' i segreti. E poi è talmente vicina a Parma e Milano. Insomma, mi piace".
-Nostalgia della Sardegna dove hai trascorso quattro anni?-
"In fin dei conti sull'isola torno abbastanza spesso per ragioni universitarie. Sono ad un passo dalla laurea in Economia e quindi mi tocca. E' sempre bello rivederla".
-Tua sorella Jessica gioca in B/2 a Cave, vicino Roma. Cosa ti ha detto quando hai deciso di trasferirti in una squadra del Nord?-
"Ha approvato la mia scelta. In Sardegna non c'è troppa organizzazione a livello pallavolistico e quindi non si è opposta. Ha avuto ragione, perché le differenze sono enormi".
-Nata il dodici agosto. Segno zodiacale: Leone. Ti identifichi con le caratteristiche del segno?-
"Ah, in tutto. Ho anche il Leone come ascendente. Più di così".
FRANCO BONATTI