giovedì 7 luglio 2016

MARIKA COTI ZELATI

Roberto Marini lo conosce bene. Quasi a memoria. E con lui ha sempre dato il meglio. Marika Coti Zelati non se lo è lasciato scappare e ha deciso di seguirlo anche a Fiorenzuola. Il nuovo "libero" della Pavidea Steeltrade è già in perfetta sintonia con il "credo" pallavolistico del tecnico cremasco e ha fretta di mettersi ancora una volta al servizio di chi l'ha lanciata sui palcoscenici nazionali. Ventitre anni, centosettantuno centimetri, Marika ritrova in Valdarda un pezzo dei suoi trascorsi con la maglia dell'Offanengo: Noemi Barbarini in mezzo, con la benedizione di Roberto Marini, uno che non tradisce. "Non ho scelto Fiorenzuola sparando nel mucchio-spiega il libero della Pavidea Steeltrade-sapevo che avrei avuto come allenatore Roberto. So come lavora e so anche che pretende molto dalle giocatrici. Ed è stato questo aspetto che ha inciso parecchio sulla mia destinazione". -Da Offanengo cosa ti porti via?- "E' il primo anno che giocherò "fuori casa", perchè fin dal mini volley ho sempre giocato nella squadra del mio paese natale. Difficile dire cosa mi porterò a Fiorenzuola. Certamente metterò in valigia quello che ho sempre avuto: tanta voglia di allenarmi e raggiungere gli obiettivi". -Che caratteristiche tecniche hai?- "Non è facile descriversi. Penso non sia compito mio fare una analisi tecnica. Da parte mia, posso dire che caratterialmente ho tanto agonismo da tirare fuori e questa è una delle caratteristiche che mi descrivono meglio". -Ritrovi Noemi Barbarini e, soprattutto, Roberto Marini. Quasi una rimpatriata-. "Sono molto contenta di affrontare questa nuova esperienza con alcune persone che già in passato sono state al mio fianco. I presupposti per lavorare bene, credo, ci siano tutti". -Propositi, progetti e speranze per il nuovo campionato-. "Credo che il punto di partenza possano essere l'impegno e la determinazione. Non sono una che si tira indietro e, quindi, metterò in campo tutto quello che ho. Spero di fare tornare i conti a tutti. Ma sono convinta che, alla fine, il lavoro pagherà sempre". FRANCO BONATTI